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Tra una birra e l'altra...

Tra una birra e l'altra...

Le pareti sono pannelli di legno. L'illuminazione è bassa. Menu da classica steakhouse. L'aria è un mix di aromi: profumo di carne alla brace, tabacco e birra. Il servizio è fantastico, perché tutti si sentono di famiglia al Pine Knoll Supper Club. È inverno, e il Pine Knoll è più un rifugio dal freddo del Wisconsin che un luogo dove gustare un buon pasto a un prezzo ragionevole. Durante questa serata accadrà qualcosa di storico.

Due uomini sono seduti al bar, parlando davanti alle loro birre. Uno è esuberante, compatto. L'altro è alto, e ha le basette. Sono immersi in una discussione sui meriti di due parole: Trek e Kestrel. Se vi fosse capitato di assistere, la loro conversazione probabilmente non avrebbe suscitato il vostro interesse. Anche i due uomini non si rendono conto, in questa fredda notte d'inverno del 1976, che stanno per plasmare il futuro del ciclismo.

Dick Burke e Bevil Hogg stanno rispettando un rito di business sacro nel Wisconsin. Amici e colleghi si incontrano per un paio di drink e per discutere degli eventi della giornata, programmare il futuro, discutere di idee buone e cattive. Questa sera, l'argomento è il nome della loro nascente azienda di biciclette.

La discussione è accesa, come lo sono in genere le conversazioni al Supper Club, ma la posta in gioco è alta. Bevil, quello alto, tifa per Kestrel, un veloce uccello rapace. Secondo lui il nome è adatto perché richiama uno stile di vita attivo (come quello che avrebbe poi continuato a cercare Bevil). Il suo socio ascolta attentamente, ma è fermamente convinto della propria scelta, ispirata al concetto di viaggio: Trek. La convinzione di Dick Burke nel potere di una buona idea si rivela convincente. Trek Bicycle è nata proprio così.

Il Pine Knoll, chiuso dal 2010, è ancora lì, a poche miglia dalla sede di Trek. Di tanto in tanto girano voci di una riapertura, ma è più desiderio che una realtà. Un fatto è indiscutibile: il ruolo del Pine Knoll nella storia di Trek è certo. Proprio qui, tra un paio di birre, è nato un nome orgogliosamente proclamato su milioni di telai di biciclette in tutto il mondo.